05 agosto 2012

Arriva Nerone e Verona s'infiamma


CALDO AFRICANO. Da domani l'anticiclone con il nome dell'imperatore romano porterà due giorni di temperature sahariane
Attesi 38 gradi percepiti e oltre il 40 per cento di umidità.Sforati i limiti di concentrazioni d'ozono

Avevamo sorriso davanti ad Annibale e Scipione, poi con Caronte ci siamo accorti che i meteorologi ci stavano «traghettando» verso un nuovo linguaggio di «marketing climatico» che è passato dal tremendo Minosse al più tenero Virgilio fino alla perfida Circe e al mitico Ulisse. Ora, come se non fosse già abbastanza difficile sopportare il caldo per quello che semplicemente è, ci viene spiegato che in questo fine settimana saremo in compagnia del Drago ma che da domani, si salvi chi può, arriverà nientepopodimeno che il terribile Nerone. E non si accontenterà di infiammare Roma, ma spingerà la sua ira fino al nord Italia. Figuriamoci, quindi, se Verona per i suoi natali romani, potrà essere risparmiata da questo quinto imperatore-anticiclone africano. LE PREVISIONI. Da domani quindi, occorre prepararsi a 48 ore di caldo torrido, vale a dire i due giorni più caldi di tutta l'estate. Le previsioni parlano di 38 gradi a Bologna e Firenze, 39 a Roma, 40 in Sardegna, 43-44 gradi in Puglia, Basilicata e Sicilia. E Verona non si discosterà di molto: solo per oggi infatti, la città è inserita nell'elenco delle città a «bollino giallo», ovvero livello 1 (il più grave è il 3 con il «bollino rosso»). Da domani anche la città dell'amore si squaglierà sotto l'ira di Nerone toccando il livello d'allerta 2, vale a dire il «bollino arancione». Secondo le previsioni dei meteorologi di 3bmeteo domani la colonnina di mercurio registrerà i 35 gradi, ma saranno 38 quelli percepiti anche per effetto del 43 per cento di umidità. La situazione migliorerà di poco martedì e da mercoledì si stazionerà sui 30 gradi. Ma secondo le previsioni di un altro climatologo, Giampiero Maracchi, l'ondata di calore che infuocherà l'Italia nei prossimi giorni sarà seguita da un'altra fase bollente, «una sesta ondata di calore, che ci potrebbe far arrivare a settembre con temperature più alte della media», spiega. OZONO. E con le alte temperature si torna a parlare di qualità dell'aria che, parallelamente alle concentrazioni di polveri sottili d'inverno, si ripropone in estate con il problema dei livelli di ozono. «La nostra città che ha già esaurito il “bonus” dei 25 giorni all'anno di superamento del limite di 120 µg/m3 di Ozono sulla media di 8 ore. Siamo infatti già a 48 giorni di superamento», sottolinea il capogruppo del Pd, Michele Bertucco. E prosegue: «L'ozono è un inquinante sottovalutato e ha la stessa origine delle pm10, ovvero l'inquinamento da traffico. Nel caso dell'ozono, poi, i precursori dell'inquinamento vengono prodotti da tutti i motori a combustione, siano essi diesel, a benzina, a Gpl o a metano». E conclude: «La lotta per un'aria più pulita», conclude Bertucco, «passa necessariamente per una politica che destini i grandi investimenti verso la mobilità collettiva, non certo in grandi infrastrutture». ALLARME SICCITÀ. Con il caldo, diverse zone sono state colpite dalla siccità, con perdite superiori a mezzo miliardo di euro per l'agricoltura italiana: per questo la Coldiretti ha chiesto di dichiarare lo stato di calamità naturale. Il caldo torrido e la mancanza di acqua, infatti, hanno colpito prodotti-simbolo del made in Italy, dal pomodoro al vino ma anche i prodotti base dell'alimentazione degli animali allevati per produrre formaggi e prosciutti a denominazione di origine.

Giorgia Cozzolino

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