12 agosto 2012

Caldo, pochi giorni di tregua Mercoledì arriva Caligola


NOTA METEO. L'alta pressione la farà da padrona anche nella seconda metà di agosto
Clima mite fino a domani, da Ferragosto supercaldo fino a fine mese con temperature di 36-37°

Caldo e ancora caldo, addirittura in aumento nella seconda metà della settimana, fino a sfiorare i valori record dell'anno. Anche nella seconda metà di agosto sarà l'alta pressione africana a dettare la linea di un'estate da ricordare. Ancora non è finita ma è già lecito affermare che l'intera stagione estiva del 2012 alla fine competerà in solitaria con quella del 2003, a sua volta ricordata come la più calda degli ultimi 250 anni, ossia da quando esistono in Italia osservazioni meteo più o meno regolari. Grazie all'arrivo di correnti più fresche da nordest, giunte ieri con una leggera e piacevole ventilazione di bora, fino a mercoledì il tempo trascorrerà all'insegna del sole e di temperature massime moderate, quindi sui 31-32° e umidità contenuta. Ma ecco l'avvento di «Caligola», ennesimo anticiclone africano che da giovedì farà decollare di nuovo l'afa, con la previsione di un prossimo fine settimana letteralmente bollente. Probabili valori di 36-37° in buona parte della Valpadana. Nemmeno nei primi giorni della prossima settimana le cose cambieranno, giacché l'alta pressione - e quindi il gran caldo - saranno di casa almeno fino al 23-24 di agosto. Spingendosi poi sul lungo termine, i modelli previsionali lasciano intravvedere la possibilità che l'alta pressione prenda casa nel Mediterraneo centrale, assicurando tempo stabile e molto caldo per parecchio, probabilmente sino alla fine del mese per non dire oltre. Desta preoccupazione l'assoluta mancanza di fronti perturbati in grado di spezzare una siccità impressionante, tutt'altro che al capolinea. Nella Bassa come in buona parte della Valpadana, non si ricorda una penuria di pioggia tanto prolungata come quella degli ultimi due mesi. Dalla fine di maggio si contano al massimo un paio di piovaschi. In tutto pochi minuti d'acqua per una manciata di millimetri. Negli ultimi due mesi e mezzo i numeri parlano al massimo di una trentina di millimetri d'acqua nella migliore delle ipotesi, ma in molte zone ne sono caduti meno della metà, quando la media ne prevede almeno 180. Va un po' meglio nell'alta pianura, interessata da un paio di rovesci in più, ma per almeno i due terzi del veronese è allarme rosso, con ovvie conseguenze sulle colture, quelle dei mais in particolare, per le quali si parla di un calo produttivo generalizzato del 20-30% e gravato da costi di irrigazione alle stelle. Ad aggravare la situazione c'è la forte evaporazione dei suoi indotta dalle temperature diurne, sempre superiori ai 30 gradi dalla metà di giugno, e oltre i 34° in una trentina di giornate. In quasi tutte le stazioni di rilevamento, dall'inizio di gennaio si regista un deficit pluviometrico tra il 40 e il 65%. Verso il Mantovano i quantitativi oscillano fra 170 e 210 millimetri contro i 470 della media, mentre poco a sud del Garda, zona meno esposta all'aridità, non si superano in ogni caso i 270 millimetri. Va però detto che quasi tutte le precipitazioni dell'anno si sono concentrate nei soli mesi di aprile e maggio, dopo un inverno straordinariamente secco.

Alessandro Azzoni

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