11 maggio 2012

Tosi riparte dalle aliquote Imu «Penso ad una patrimoniale»

Tosi riparte dalle aliquote Imu
«Penso ad una patrimoniale»

Giovedì la proclamazione a Palazzo Barbieri. «Bilancio, lo approviamo entro il 30 giugno». Il sindaco: tassazione differenziata per le seconde case






Flavio Tosi è stato proclamato ufficialmente sindaco di Verona. Nella sala Arazzi di Palazzo Barbieri, alla presenza del segretario comunale Cristina Pratizzoli e del delegato del presidente del tribunale Maurizio Martoro, Tosi ha firmato l’accettazione dell’incarico in virtù dei 77.022 voti ricevuti alle elezioni di domenica e lunedì, il 57,35 per cento di quanti si sono recati alle urne. Emozione? Macché. Il sindaco è già al lavoro su una questione molto spinosa: bisogna stabilire le aliquote dell’Imu perché, entro il 30 giugno, va approvato il bilancio di previsione dell’anno in corso. «Ce la possiamo fare tranquillamente», assicura Tosi. Dalla proclamazione (ovvero da giovedì) ci sono venti giorni di tempo per riunire il primo consiglio comunale, dove il sindaco presterà giuramento, si eleggerà il presidente del consiglio e si nominerà la commissione elettorale: si andrà quindi a fine mese, resteranno circa 30 giorni per la discussione e l’approvazione del documento contabile. Come annunciato in campagna elettorale, prima di stabilire le aliquote su prima e seconda casa (il governo suggerisce, rispettivamente, lo 0,4 per cento e lo 0,76 per cento), Tosi riunirà « in tempi brevi» un tavolo con esponenti delle categorie economiche, parti sociali e rappresentanti della proprietà immobiliare per valutare idee e proposte.


Chiediamo al sindaco se intenda ripartire dallo schema abbozzato ad inizio anno (e poi congelato) che prevede un’aliquota al minimo sulla prima casa (0,3 per cento) e al massimo sulle seconde (1,06 per cento). «Quell’ipotesi, per alcune tipologie, comportava aumenti notevoli - riconosce il sindaco - un’altra ipotesi che stiamo adesso valutando è quella di fare una sorta di patrimoniale. Non un’unica aliquota sulle seconde case, ma diversa a seconda dell’utilizzo. Paga di più la grande proprietà, paga di meno chi dà l’appartamento in comodato al figlio, ma anche l’artigiano e il piccolo commerciante. Stiamo cercando di capire se c’è la possibilità normativa di fare queste distinzioni. Fermo restando che le cifre, alla fine, devono tornare». Per il Comune di Verona la manovra Monti vale circa 70 milioni di euro di nuove tasse. Oltre all’Imu, le altre leve fiscali possibili sono l’addizionale Irpef e la tassa di soggiorno. Da quest’ultima Tosi conta di ricavare circa 3 milioni per l’anno in corso, con buona pace degli albergatori fermamente contrari. «Ma dall’anno prossimo - spiega il sindaco - potremo modificare anche la tassa rifiuti, per far sì che possano compartecipare tutte le categorie direttamente beneficiate dal turismo, non solo gli albergatori».


E se invece di aumentare le tasse si provasse a diminuire le spese? Tosi ricorda che già è stato tagliato il budget ad alcuni assessorati di cinque milioni e più di così non si può fare al momento. «Il bilancio deve restare invariato - spiega - altrimenti dovremmo tagliare gli investimenti o il sociale. E non vogliamo farlo». Si potrà agire invece, in prospettiva, sulla riorganizzazione della macchina comunale. Tosi, che ha già deciso più della metà dei futuri assessori, sta studiando come rimpastare le deleghe (gli assessori saranno dieci e non più tredici) proprio in funzione della nuova organizzazione degli uffici. Anche sul fronte del personale, ci sono possibili aggiustamenti in vista: «Rispetto al turn-over, ci sono settori su cui si può ragionare - dice Tosi - non certo la polizia municipale, dove il personale è appena sufficiente per le esigenze di Verona, ma su altri settori sì: penso ad esempio alle circoscrizioni».

Alessio Corazza 11 maggio 2012

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